Edizioni O' SciÓ

IV EDIZIONE

Lampedusa 23,26,28,29,30 settembre 2006

Da Bruxelles alla nuova “Isola dei Famosi”.

Lampedusa: Capitale della musica e della solidarietà.  

Cast 2006: Francesco Baccini, Loredana Bertè, Orchestra Casadei, Riccardo Cocciante, Cochi e Renato, Luisa Corna, Grazia Di Michele, Khaled, Fichi D'India, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, DJ Francesco, Pino Insegno, Teo Mammuccari, Mango, Antoine Michel, Amedeo Minghi, Nada, Nair, Neffa, Neri Marcorè, Neri per caso, Pablo e Pedro, Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Raf, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Aida Satta Flores, Alan Sorrenti, Anna Tatangelo e Paolo Vallesi, Michele Zarrillo. 

13 settembre:

Appena rientrato da Bruxelles, dove ha suonato all'Europarlamento per sensibilizzare sul tema istituzioni, mondo politico e opinione pubblica europea, Baglioni ha chiarito il senso del suo viaggio nel cuore politico dell'Unione.

“Credo sia andata molto bene. Il concerto è durato due ore nella sala piena di europarlamentari e ospiti a vario titolo, e credo di essere riuscito a dargli dei contenuti. Mi sembrava utile che in questo enorme castello delle distanze si cominciasse a parlare anche di un'Europa civile e sociale e non solo di quella economica. Non sono andato a Bruxelles -ha detto- per porre un problema di solidarietà o formulare un generico appello alla carità o alla fratellanza. Sono andato a parlare di diritto, economia e sicurezza". Credo -ha proseguito il musicista romano- ci sia bisogno di politiche illuminate e lungimiranti in grado di ristabilire il diritto, di garantire pari dignità e pari opportunità a chi c'è e a chi arriva e di costruire le condizioni politiche, sociali ed economiche per le quali migrare torni a essere un'opportunità e non una scelta obbligata per la sopravvivenza".

"L'immigrazione clandestina - ha concluso Baglioni - è un problema europeo e richiede una risposta europea. Lampedusa è un quartiere di Bruxelles, forse tra i più disagiati dell'intera Unione. Ma lì vivono cittadini europei come tutti gli altri. Cittadini che dovrebbero godere degli stessi diritti di chi vive in qualunque altro piccolo o grande comune d'Europa. Perché il diritto non si misura in chilometri e non diminuisce con l'aumentare della distanza che ci separa dal cuore delle nostre Istituzioni".

15 settembre:

Claudio Baglioni a Roma presenta ufficialmente il Festival-laboratorio di fronte ad una folta platea di giornalisti, ed ospiti a vario titolo.

23 settembre:

Musical “Buonasera, buonasera” di Pino Insegno, naturalmente presente anche Claudio Baglioni.

26 settembre:

Concerto dell’orchestra Casadei, ed inaugurazione/apertura del dammuso “Casa Teresa”. Claudio Baglioni “dirige” i lavori.

28,29,30 settembre:

Dall'energia di Khaled all’interessante follia di Loredana Bertè, dal duetto sulle note di O' surdato nammurato con Massimo Ranieri, all'incontro artistico con Riccardo Cocciante e Michele Zarrillo, fino agli interventi comici di Giorgio Panariello e Pino Insegno: sono molti i momenti di questa edizione del suo festival che Baglioni non dimenticherà. La IV edizione dell' appuntamento ha mobilitato circa 15 mila presenze, secondo gli organizzatori e secondo il Comune di Lampedusa.

Sono felice - dice Baglioni - che la manifestazione non abbia perso in questi anni i presupposti iniziali di una ricca povertà. Centrale ad O Scià è l'idea dell'incontro. Qui non si fa promozione e nessun artista viene per dimostrare di essere più bravo.

Tutti partecipano solo per amicizia e per passione e non percepiscono cachet. Insomma, si tratta di un evento unico nel suo genere, che non ha neanche bisogno di una diretta televisiva, almeno al momento. Media partner dell' evento sono Radio Italia e Video Italia Solo Musica Italiana, che hanno girato e montato tre speciali dedicati alla manifestazione social-culturale. Se per la sigla di chiusura, ogni sera, Baglioni & Co. hanno scelto “Nel blu dipinto di blu”, in omaggio a Domenico Modugno, che da Lampedusa ha spiccato l' ultimo volo, altre dediche ideali sono state rivolte anche ad Umberto Bindi, con la riproposizione del brano “Il nostro concerto” (che Baglioni ha definito la canzone più bella della storia della musica) e a Mia Martini. Uno dei momenti più intensi di questa edizione di O’ Scià è stato proprio il duetto di Baglioni con Loredana Bertè sulle note di “Amore, amore un corno” sulla base di un provino inciso oltre 30 anni fa e con la voce di Mimi. L'unico neo è stato un piccolo problema tecnico che ha costretto Raf a sospendere dopo l' esecuzione di sole due canzoni.

Densa di significati la presenza di Khaled, artista di riferimento del mondo arabo. Il cantante algerino apprezza l' iniziativa di Claudio Baglioni e dice: “spero che la nostra voce arrivi ai governanti. Quando ero giovane, non volevo fare il servizio militare in Algeria. Per scappare dal mio paese avrei anche rischiato di morire. Capisco le ragioni e il coraggio dei giovani che prendono le carrette del mare alla ricerca di un futuro migliore. L' Italia, secondo Khaled, è un paese che riesce a far fronte ai problemi, anche a quelli importati dall' estero come la prostituzione. Il messaggio dell' artista algerino e' stato di integrazione nel segno della pace tra le culture e le religioni.

L'evento O’ Scià, si sta dimostrando non solamente un concerto musicale ma un vero e proprio, momento di incontro per tutti, dalle forze politiche a quelle sociali.La IV edizione di O’ Scià, ha avuto il patrocinio delle più alte cariche dello Stato e della Commissione europea, ed è stata anche caratterizzata dal matrimonio con l' Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e con Amnesty International.

Presenti a tal proposito, Laura Boldrini  portavoce dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, e Riccardo Noury, presidente italiano di Amnesty International.

Dal fronte politico, il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha inviato un messaggio di solidarietà sia a Claudio Baglioni che agli altri partecipanti. Invece, il Presidente del Senato, Franco Marini, ha preferito visitare l’isola di persona. Alla manifestazione erano presenti anche il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, accompagnato dalla moglie, e il Presidente della Regione Siciliana, Totò Cuffaro, che è rimasto a Lampedusa per tutta la kermesse.

Fra il pubblico, Renato Schifani (senatore FI) e consorte, Paolo Bonaiuti (FI) e il direttore delle Tribune politiche Rai, Anna La Rosa,  che si sono lasciati conquistare da Massimo Ranieri e dalla sua straordinaria performance di "Rose Rosse".

Anche il Papa, Benedetto XVI, ha inviato un telegramma a Claudio Baglioni ringraziandolo per aver sensibilizzato artisti e gente comune sul tema dell'immigrazione. È stato questo l'atto finale, il più forte e gradito, della quarta edizione di 'O Scia.

III EDIZIONE

Lampedusa 23,24,25 Settembre 2005

Lampedusa diventa un faro per la difesa dei diritti umani. Arriva anche Bob Geldorf

CAST: Bob Geldorf, Gianluca Grignani, Fabrizio Frizzi, Pino Insegno e Roberta Lanfranchi Luca Barbarossa, Marco Masini, L’Aura, Luca Madonia, Gianni Morandi, Stefano Picchi, Amadeus, Biagio Antonacci, Antonio Casanova, Gigi D'Alessio, Dennis, Dolcenera, Alberto Fortis, Heres, Morgan, Paola e Chiara, Tiromancino, Povia, Marina Rei, Selim T, Anna Tatangelo, Gianni Togni, Paola Turci e Antonello Venditti.

Odori, suoni, colori delle isole d’altomare. «O' scià», tre serate dedicate a loro, agli immigrati che tentano di raggiungerci sfidando il mare, sperando in una esistenza migliore. E' stata una serata magica quella di ieri sera, con un pubblico incantato a seguire i numerosi artisti sul palco. Ma mentre il concerto era cominciato da poco, il cantante Marco Masini è venuto a sapere che a poche miglia dall’isola, una motovedetta della capitaneria di porto aveva a bordo oltre 150 immigrati che avevano tentato la traversata verso le coste di Lampedusa.

Masini ha chiesto di poterli vedere per capire una realtà di cui aveva solo sentito parlare o letto sui giornali. Noi lo abbiamo seguito a bordo delle motovedette. Marco Masini è stato accompagnato con una motovedetta della Capitaneria fino alla imbarcazione stracolma di immigrati. Con gli immigrati il cantante ha scherzato, ha cercato di sapere quale fosse il paese d’origine, ha accarezzato donne e bambini, rimanendo seduto accanto a loro. L'artista ha fatto rientro in porto a Lampedusa, a bordo della motovedetta carica di extracomunitari.

Dopo, quando è ritornato sul palco, ha dedicato ai clandestini le sue canzoni. Claudio Baglioni, sta regalando alla sua Lampedusa, dei momenti magici, ripercorrendo la stessa strada di un altro grande della musica italiana, Domenico Modugno, che ha amato Lampedusa fino al punto da desiderare di portare con se, nell’ultimo viaggio, la sabbia e il mare della spiaggia dell’isola dei conigli, dove ha vissuto gli anni più belli della sua vita. Ma Claudio Baglioni sta andando oltre, oramai si è perfettamente integrato nella collettività isolana e ne è divenuto il simbolo. Baglioni a Lampedusa partecipa a tutti gli avvenimenti più importanti e rappresentativi. L'artista romano, ci ha detto: «O Scià è odori, suoni, colori delle isole d'alto mare. Intendo creare un festival laboratorio permanente sui linguaggi e le forme artistiche del mediterraneo. Bisogna che si vada al di là della dolorosa cronaca quotidiana degli sbarchi. Per sensibilizzare la politica, le istituzioni, gli amministratori locali, media e opinione pubblica, sulla assoluta necessità di non abituarsi a convivere con l’emergenza. Dobbiamo lavorare per costruire una prospettiva nella quale accanto al diritto ed alla speranza di futuro di chi cerca in terra italiana quanto gli è negato altrove, possano trovare la speranza di futuro la gente delle Pelagie, anche attraverso il riconoscimento e la valorizzazione del meraviglioso patrimonio naturalistico e ambientale, di una delle aree di maggior fascino di tutto il Mediterraneo. Mai come oggi il nessun uomo è un’isola, oltre che

un prezioso richiamo etico, corrisponde ad un irrinunciabile principio economico e sociale. Lampedusa, un fazzoletto di terra posto al limite dell’Europa e nel cuore del Mediterraneo, in questo delicato momento, ha bisogno di aiuto. L'immigrazione è un problema europeo e la musica non ha la presunzione di possedere né di offrire risposte, ma il suo linguaggio, è anche l.unico in grado di essere compreso da tutti. Secondo me, la musica costituisce il veicolo ideale per portare immediatezza e profondità a un tema così delicato e complesso all’attenzione di istituzioni, politica, media e opinione pubblica, stimolando una riflessione aperta su problemi che riguardano tutti e che rimandano all'esigenza di risposte condivise, efficaci, urgenti. .O Scià è appunto questo, apertura, dialogo e confronto, e nasce per rappresentare il simbolo del percorso che deve legare un presente di emergenza ad un futuro di nuovi equilibri e stabilità, nella speranza che la musica di alcuni tra i principali protagonisti del panorama italiano, possa divenire la voce capace di spianare la strada a decisioni importanti. Io e gli altri artisti che si esibiranno con me in questi tre giorni di concerti, ci esprimeremo con parole e note che possano appassionare, coinvolgere, ma anche interessare e far pensare, per fare di Lampedusa, Linosa e Lampione, uno spazio aperto dove incontrarsi, conoscersi e scoprire come le culture che abitano il Mare nostrum hanno saputo e sanno trovare risposte ai grandi temi, con i quali l.uomo non ha mai smesso, né smetterà mai, di confrontarsi».

La serata di ieri è andata avanti con Claudio Baglioni mattatore, presentatore e coordinatore dell’evento. Ha cantato con tutti gli altri artisti che si sono susseguiti durante il concerto le sue canzoni e le canzoni degli altri. Dal pubblico, per tutta la serata, oltre agli applausi, un urlo: «Grazie Claudio».

ELIO DESIDERIO - tratto da LA SICILIA

 

E nell’aria le note di «Volare»

LAMPEDUSA. Venerdì 23 settembre 2005. Volo Airone AP 6846 Roma Fiumicino-Lampedusa delle 10,20. Seduto alla fila 1, sir Bob Geldorf guarda fuori dal finestrino. Il Boeing 737 ha appena toccato terra. Ad attirare l.attenzione del baronetto Geldorf e degli altri ospiti speciali del volo che porta sull’isola, crocevia dei viaggi della speranza per una moltitudine di disperati, i volti neri di una decina di persona che s.intravedono in un cortile al di là di un muro sormontato dal filo spinato. Sono gli immigrati del centro di raccolta. Anche loro stanno a guardare. Probabilmente non sanno che la maggior parte della gente che scende da quell’aereo è lì per la «loro» causa. Tre giorni di concerti e backstage gratuiti sulla spiaggia della Guitgia cominciati ieri sera con la sigla cantata da Claudio Baglioni insieme con Antoine Michel, eclettico lampedusano doc e percussionista incontrato dal cantautore romano proprio sull’isola. «Ho sempre guardato con sospetto a questo tipo di utilizzo della musica ma questa è una manifestazione dallo spirito diverso», ha osservato il catanese Luca Madonna che ieri sera ha duettato con Baglioni sulle note di «Get back» dei Beatles. «E' bello rispolverare questo antico modo di fare musica per sensibilizzare la gente», ha ammesso Marco Masini desideroso di più tempo per visitare «questa splendida isola terra di confine». «Sono qui con Claudio e con altri artisti per testimoniare la situazione di disagio dei clandestini e degli abitanti di quest.isola», ha aggiunto Gianni Morandi che con Baglioni e tutti gli altri artisti ha chiuso la prima serata facendo riecheggiare le note di «Volare» di quel Modugno che fu un amante di Lampedusa.

MARIELLA CARUSO - tratto da LA SICILIA

II EDIZIONE

Lampedusa 23,24,25 Settembre 2004

"Immigrati" canori a Lampedusa. Woodstock all'italiana con Baglioni & Co. 

Cast 2004: i Baraonna, Luca Barbarossa, Simona Bencini, Edoardo Bennato, Enrico Brignano, Massimo Bubola, Luca Carboni, Niccolò Fabi, Eugenio Finardi, Irene Grandi, Enzo Iacchetti, Pino Insegno, Rosa Martirano, Nek, Max Pezzali, Raf, Ron, Enrico Ruggeri e Andrea Mirò, Mario Venuti.

La piccola Woodstock ha preso i lampedusani in contropiede: mai avrebbero creduto di vedere approdare, in quest'isola ormai famosa solo per gli sbarchi degli immigrati arabi e africani, tanti cantanti e nomi famosi convocati da Claudio Baglioni per un concerto incredibile. Tre serate intere di musica, il palco abbarbicato tra le rocce e la sabbia della Guitgia, la spiaggia con vista sul porto, il mare limpido davanti, spianato da un forte vento di maestrale e mezzo paese, turisti compresi, a godersi l'evento. E che evento: da Ron a Enrico Ruggeri, da Irene Grandi a Mario Venuti, e poi Max Pezzali, Finardi, Bennato, Nicolò Fabi, Nek, Luca Carboni e un sacco di altri, jazz, pop, rock, melodie in quantità industriale, il tutto punteggiato dalle canzoni di Baglioni.
Lui è ormai diventato un lampedusano d'adozione, e dice: "No, quest'isola non è solo un approdo per immigrati. Certo, il clandestino che arriva è il segnale che qualcosa non funziona in questo mondo ingiusto. Perciò ho intitolato il concerto "O' scià"". Quando i lampedusani si incontrano si salutano così, "o' scià", come dire "ciao fiato", dove fiato significa essere così vicini da respirare la stessa aria. "Beh, l'utopia consiste nello sperare che chiunque possa dire o' scià al suo vicino, che conoscersi è l'unico modo per abbattere le diffidenze", spiega Baglioni. Il colpo di scena non c'è stato: in tanti durante le tre serate del concerto, si sono girati verso l'imboccatura del porto da dove magari poteva spuntare l'ennesima carretta di legno zeppa di clandestini. Li avrebbero accolti le motovedette dei carabinieri e della capitaneria, ormeggiate davanti alla spiaggia a sorvegliare il concerto. E sarebbero stati investiti da una marea di note suadenti. Lampedusa sarebbe diventata l'isola delle sirene, almeno per un attimo. Ma non è stato così: col mare in tempesta solo un pazzo avrebbe preso il largo. Lo sbarco magico è rimandato. Lampedusa tira il suo fiato.

CLAUDIO RIZZA da IL MESSAGGERO del 26 settembre

I EDIZIONE

Lampedusa 23 Settembre 2004

Un progetto d'amore di nome O' OSCIA'

Cast: unico e solo Claudio...

Certi incontri sono come gli scambi dei binari. Uno spostamento appena percettibile e la vita cambia scena. Nulla è più come prima. Terra, cielo, pensieri. Nulla. Con Lampedusa è andata così. La prima avvisaglia, nell'estate '98. Un'alba mai vista (e mai più rivista), che sale sulla terrazza di Villa Igiea, a completare il sogno del concerto al "La Favorita" di Palermo e a portare l'annuncio di un nuovo incontro. Un incontro di quelli che cambiano il nostro orizzonte. Poche ore dopo, infatti, approdavo -per la prima volta- nel cuore ocra, bianco e blu di Lampedusa, insieme a Linosa "isola d'alto mare". Da allora, ogni volta che posso, sono qui. Anche quest'estate, dopo il concerto al Cibali di Catania, che chiudeva il tour nei grandi stadi. Qui, per calare l'àncora e tirare il fiato. Ma, soprattutto, per gettare le reti e raccogliere pensieri nuovi e nuove emozioni. Che salgono alla superficie della coscienza limpidi e profondi come questo mare. Forti, come questa terra che contende la vita al Mediterraneo e allo sguardo -talvolta un po' troppo distratto- della storia e indossa con fierezza le rughe che il vento disegna sulla sua pelle. E quando sei in mare, nell'equilibrio -imperfetto e affascinante- tra i misteri della superficie e quelli delle profondità, puoi lasciarti cullare dalla prima musica che il mondo abbia mai sentito: il vento. Una musica che, qui, dà il meglio di sé, con il contrappunto infinito delle onde del mare. Una musica dalla ricchezza dinamica senza uguali: dal pianissimo di una bava che solletica appena la sabbia, al fortissimo di un uragano capace di cambiare i connotati al mondo. Una musica che, da millenni, disegna i lineamenti di questa terra. Scolpisce colline, scogli, calette, baie. Esattamente come la musica degli uomini fa con il nostro cuore. Modellando lui e noi. Accarezzando e graffiando. Ferendo o sanando vecchie e nuove ferite. Ed è forse per questo che ho subito amato il modo di salutare della gente di qui. Quel "O' scia'" che trovo il saluto più amorevole e carico d'emozione al mondo. "Fiato mio". "Mio respiro". Cosa si può dire di più? Cosa augurare di più importante e profondo dell'alito della vita, l'energia sconosciuta che rende uomini i corpi? E il respiro è, appunto, la prima e l'ultima musica di ogni uomo. Ecco, allora, il perché di questo concerto a Lampedusa, sulla spiaggia di Guitgià (che -curiosamente- nasconde le iniziali della radice di chitarra: guit). Per salutarci, tra inquilini della stessa vita e scambiarci il respiro. Con la speranza che queste canzoni possano regalare a voi fiato nuovo per la vostra strada, così come le vostre emozioni, lo fanno per la mia. Un concerto fatto a mano, semplice ed essenziale come questo neo affascinante di terra che decora la pelle verde-azzurra del mare. Sussurato, come un respiro. Una serenata, un canto d'amore e di augurio per queste isole e per la gente che vive qui. L'isola dell'incontro, che sarà il laboratorio nel quale si plasmeranno, sempre più, i nostri destini e che d ...