Rete da posta
La rete da posta è la rete da pesca più nota, più ingegnosa e di più antico uso. È una rete passiva, rete cioè lasciata ferma in mare in attesa che il pesce nei suoi movimenti vi incappi e vi resti prigioniero. Per l’uso della rete da posta non sono indispensabili strumenti sofisticati o motori potenti. La pesca con tale attrezzo può essere fatta anche completamente a mano, solo con l’esperienza e la conoscenza delle zone di pesca del pescatore.
La rete da posta deve essere formata da fili molto sottili e flessibili per ammagliare meglio il pesce che vi incappa ed inoltre questi devono essere il meno visibile possibile per evitare che il pesce si spaventi e non vi incappi. In passato erano costruite con fibre naturali principalmente canapa o cotone, con due grossi inconvenienti: il filo, per quanto sottile, per poter reggere agli strappi cui lo avrebbe sottoposto il pesce catturato nei suoi tentativi di liberarsi, era sempre troppo grosso ed inoltre, per lo stesso colore della fibra, abbastanza ben visibile al pesce; il secondo inconveniente è rappresentato dalla putrescibilità della fibra naturale che obbligava a una continua cura delle reti con frequenti asciugamenti al sole.
La fibra sintetica ha eliminato ambedue questi problemi. Infatti per l’alta tenacità intrinseca nelle fibre sintetiche (nylon) si possono armare reti con fili sottilissimi ed estremamente resistenti. Le reti in fibra sintetica poi, non sono putrescibili e possono restare in pesca, bagnate, a tempo indeterminato senza subire danni. L’invenzione del monofilo, subito utilizzato per costruire questo tipo di rete, ha aggiunto un’altra caratteristica: la quasi totale trasparenza.
La rete da posta è una tipica rete artigianale che può essere calata e salpata a mano. Negli ultimi tempi però, per alleviare la fatica a bordo e quindi per poter calare e salpare un maggior quantitativo di rete, è stato introdotto il bozzello (verricello) meccanico.
Questo metodo di pesca, come produttività, non può competere con il ciancialo o con lo strascico a divergenti, ma comunque ha alcuna caratteristiche che lo rende ancora competitivo. Basti pensare che non è necessario carburante o, nei casi di natanti motorizzati, ne è sufficiente una esigua quantità.
Il pesce catturato è esclusivamente formato da individui di buona taglia ed in perfette condizioni per cui sono venduti a prezzi elevati al mercato. Inoltre non su tutti i fondali si può operare con reti a strascico (asperità del terreno o divieti) anche se vi sono buone concentrazioni di pesce pregiato. Proprio su quei fondali la rete da posta si rivela attrezzo utile per permettere buone catture non altrimenti effettuabili.
Con la rete da posta si possono catturare pressoché tutte le specie economiche importanti (purtroppo anche le tartarughe) , basta variare le dimensioni delle maglie.
La più nota rete da posta è il tramaglio. Questa è formata da tre pezze di rete sovrapposte, le due esterne identiche sono formate da maglie molto grandi, mentre quella intermedia ha maglie piccole. Il pesce che incontra nel suo cammino il muro di rete cerca di superarlo. Dopo aver superato abbastanza agevolmente la maglia grande della pezza esterna (il maglione) , finisce col premere sulla pezza a maglia piccole che, lasciata morbida e sovrabbondante, forma una sacca delimitata dalla maglia grande della terza pezza di rete. In questa sacca mortale, il pesce resta imprigionato senza nessuna possibilità di fuga. La rete viene lasciata per diverse ore a corrente oppure fissa; è poi salpata dal pescatore che con cura provvederà a liberare ogni singola preda dalle piccole prigioni.
Questo metodo di pesca estremamente artigianale, ha bisogno di mare calmo e di una perfetta conoscenza dei fondali.