L'economia
L’economia di Lampedusa si basa principalmente sul turismo, sulla pesca, sull’industria conserviera del pesce azzurro e marginalmente sull’agricoltura e la pastorizia; marginalmente, perché coloro che in passato avevano origini contadine hanno scoperto la vocazione del mare, abbandonando così quasi del tutto l’agricoltura.
Il mare che circonda le isole è molto pescoso – anche se negli ultimi anni ciò va smentendosi per tutta una serie di motivi – infatti la pesca rappresenta una delle maggiori risorse per l’economia isolana.
Essa viene praticata con varie tecniche, tra queste la più diffusa è il “Cianciolo” (una rete a circuizione usata con l’uso di potenti lampade ad acetilene che attirano il pesce, tra l’altro ghiotto di plancton), poi vengono usate le reti da posta, le nasse, la traina e il conzo. Purtroppo anche qui viene praticata la pesca a strascico che è un sistema senz’altro da condannare, perché il più distruttivo che ha portato al depauperamento della flora e della fauna marina.
Sicuramente la pesca potrebbe essere ancora incentivata e produrre guadagni più rilevanti, ma purtroppo fino ad oggi non vi è stata alcuna attenzione verso questo mestiere da parte delle varie amministrazioni che si sono succedute, e d’altro canto i pescatori non si sono nemmeno preoccupati di sviluppare metodi di pesca sostenibili, affinché la pesca potesse continuare ad essere una delle fonti più redditizie dell’Isola.
L’industria conserviera del pesce occupa, nell’isola di Lampedusa circa 400 lavoratori. È un’industria rinomata, non seconda, per qualità, ad alcun altra italiana o straniera. Anche l’industria conserviera, se opportunamente sostenuta, potrebbe assorbire una quantità maggiore di manodopera locale.
Comunque la lavorazione del pesce sott’olio è molto accurata, per evitarne il deterioramento. Il pesce inscatolato a Lampedusa è solo pesce fresco e per la sua conservazione si utilizza soltanto olio di oliva puro e vergine. Le latte sono sigillate a macchina con la stagnatura a freddo. Dopo, quando vengono chiuse, il prodotto viene etichettato ed è quindi pronto per la conservazione.
Il commercio delle spugne che un tempo richiamava commercianti da molti paesi del mediterraneo, sembra oggi che vada anch’esso ad estinguersi per problemi relativi ai metodi di pesca utilizzati.
Un tempo le Pelagie erano autosufficienti per quanto riguarda i prodotti agricoli; oggi a Lampedusa se ne importano in grande quantità dalla Sicilia.
In soccorso all’economia lampedusa è arrivato il turismo:
grazie alla forte protesta dei cittadini lampedusani che non andarono a votare per anni, a metà degli anni 60 venne costruito l’aeroporto e “grazie” all’attacco di Gheddafi avvenuto il 15 Aprile del 1986, che mandò su tutte le prime pagine dei mass media l’Isola, facendola conoscere al mondo intero, Lampedusa inizia il suo risveglio dopo un secolare letargo, scoppia il boom turistico, sempre crescente tanto che in pochi anni cambia il volto dell’Isola.