Storia
Due milioni di anni fa il blocco africano iniziò a spingere contro quello europeo. Il fondo marino, costretto tra questi due colossi, si accartocciò. Questo movimento forzato portò per la prima volta, dopo decine di milioni di anni, una lingua di fondale a diretto contatto con il sole. Inizialmente, a causa di questo cambio di ambiente da bagnato ad asciutto, morì tutto ciò che vi abitava, sia piante che animali; la distruzione in atto fu però il preludio per la nuova vita che avrebbe certamente colonizzato questo nuovo lembo di terra. Ma questa è preistoria.
Per millenni Lampedusa è stata luogo di sosta e di rifornimento d’acqua delle navi dei Fenici, dei Greci, dei Romani, dei Saraceni e dei Crociati, e sebbene fosse abitata e frequentata ai tempi delle guerre puniche, la storia è piuttosto ridotta, anche se l’isola viene citata già nel 795-815 d.C. da Papa Leone II, dove con una lettera informa Carlo Magno di una battaglia svoltasi vicino Lampedusa tra Bizantini e Saraceni. Viene citata inoltre da Ludovico Ariosto che vi ambientò il canto dell’Orlando Furioso, la leggendaria sfida tra il re saraceno Agramente ed il Conte Orlando.
Lampedusa torna tristemente alla ribalta il 14 luglio 1551 giorno in cui l’ammiraglio genovese Andrea Doria naufragò con la sua flotta a poche miglia dall’isola. Le perdite furono ingenti: perirono più di mille uomini e quasi tutte le navi affondarono. La flotta agli ordini di Andrea Doria si stava dirigendo nella zona compresa tra Monastir e Djerba per sconfiggere il pirata Dragut, che dettava la propria supremazia su quel tratto di mare, attaccando i galeoni in transito nel Mediterraneo centrale.
La storia ha inizio nel 1630, quando compare il nome di Lampedusa con Giulio Tomasi di Lampedusa a cui venne concesso da Carlo II di Spagna di assumere il titolo di “Principe di Lampedusa”.
Nel 1783 una epidemia di peste, arrivata con qualche nave, miete diverse vittime tra la popolazione. Un medico famoso, Antonio Corsi, viene mandato dalla Sicilia per debellare la malattia. Nel giro di un anno l’opera del Corsi viene portata a termine.
La storia “ufficiale”, invece, inizia ai primi del 1800, quando Salavatore Gatt a capo di una colonia di maltesi prese in enfiteusi l’isola dal proprietario, iniziando il rimboschimento per far posto alla coltivazione agricola della terra sino ad allora vergine e ricca di fertilissimo humus, dove vivevano daini, cinghiali, lepri e conigli fra la fitta boscaglia e alberi di alto fusto.
Con la colonizzazione borbonica del 1843 inizia la storia moderna del paese. Quando il capitano Bernardo Maria Sanvisente sbarca nell’isola, dietro ordine di Ferdinando II Re delle due Sicilie, con 120 persone tra cui 90 uomini e 30 donne in maggior parte agricoltori e artigiani. Il Sanvisente, che fu governatore dell’isola, diede impulso alle prime opere pubbliche e fece costruire subito 7 edifici isolati (i cosiddetti 7 palazzi), ma nel contempo iniziò il disboscamento per fare posto a queste e ad altre piccole opere. L’eccezionale dote organizzativa del Sanvisente e le indubbie qualità di urbanista ed economo, permisero alla colonia di crescere sia economicamente che numericamente. Si passò da 120 abitanti a più di 2000 nel giro di cinque anni.
Fu un grande periodo di prosperità per l’isola, periodo che terminò quando cadde il Regno delle Due Sicilie e nel 1860 a seguito della spedizione dei Mille e raggiunta l’Unità d’Italia, l’arcipelago con la Sicilia e Napoli entrarono a far parte del Regno d’Italia. Ma il governo se ne scordò fino al 1872 quando vi impiantò una colonia penale di condannati.
Nel Giugno del 1878 Lampedusa insieme a Linosa, diviene unico Comune. In questi anni sembra avere una forte spinta il commercio grazie alla scoperta di banchi di spugne che richiamano commercianti da altri paesi del Mediterraneo; attività che per altro va ad aggiungersi a quella già fiorente della pesca del pesce azzurro.
Nel 1911 Lampedusa - fino ad allora assolutamente selvaggia, lontana e solitaria - viene collegata con la terraferma mediante cavo telegrafico.
Durante la seconda guerra mondiale l’Isola si trasforma in roccaforte militare ed è piena di postazioni fisse (tutt’ora esistenti) e mobili di artiglieria leggera e contraerea. Per questo motivo il territorio subisce pesanti bombardamenti.
L’attaccamento degli abitanti a questa lingua di terra fu evidente proprio in quel particolare momento sfavorevole. Più volte, infatti, il Governo Italiano invitò i lampedusani ad abbandonare l’isola, ma questi nonostante i disagi, preferirono restare nelle loro case, fuggendo velocemente nelle numerose grotte ad ogni suono di sirena.
Subito dopo la seconda guerra mondiale e precisamente nel 1951 sull’Isola arriva l’elettricità, il telefono arriverà nel 1963.
Nel 1968 viene costruito l’aeroporto civile.
Lo stesso anno Lampedusa ospita una base Loran degli USA…poco passa che nel 1986 il 15 aprile l’Isola viene attaccata da due missili (per fortuna finiti in mare a pochi metri dalla costa) di Gheddafi.
Queste sono le date più significative che hanno fatto la storia di Lampedusa.