Presentazione

Lungo la costa orientale del continente africano, a largo della città di Tunisi, affiora dal mare, ultimo lembo d’Italia, l’Isola di Lampedusa: 11 Km per 3,7 Km, questa è la stringatissima, ma significativa, presentazione di una minuscola isola persa nel centro del Mediterraneo.


Parlare di persa dopo aver varcato la soglia del 2000 sembra quasi un’eresia. Oggi, era dei computer, delle grandi tecnologie e dei velocissimi mezzi di trasporto, è difficile pensare che qualcosa possa non essere trovata. Eppure su questa affascinante isola, si respira ancora l’aria di essere fuori dal mondo ed allo stesso tempo di stare nel suo baricentro. Qui il tempo e la vita acquistano significato diverso: lo stress, la frenesia della civiltà, lasciano il posto all’immersione in una società dove la natura ed i rapporti umani non sono stati corrotti dalla modernità.
Le sue distanze dai continenti, 210 Km dalla Sicilia e 128 dalla Tunisia, e le sue coordinate, 35°29’58’’ di latitudine N. e 12°36’03’’ di longitudine E., ci fanno immediatamente capire che Lampedusa è più vicina, e geologicamente più affine all’Africa anziché all’Europa, se nonché ci danno conferma dell’appartenenza di Lampedusa alla piattaforma continentale africana.
Pelagie, ovvero isole d’alto mare, chiamarono Lampedusa, Linosa e Lampione gli antichi marinai greci che qui vi fecero sosta.


Giungendo con l’aereo a Lampedusa sembra di atterrare su una portaerei in navigazione nel mare più blu del mondo; dal ponte della nave o dalla cabina dalla barca, invece, l’isola appare simile ad una grande tavolato che galleggia sul cristallo.


La costa presenta caratteristiche molto differenti: a sud spiagge di finissima sabbia bianca si alternano a cale rocciose, a nord invece una serie di ripide falesie inaccessibili dal mare, vero paradiso per gabbiani, falchi e cormorani, offrono uno spettacolo mozzafiato per la loro bellezza selvaggia. Il calcare e la dolomite sono le rocce che connotano il terreno.